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Il maltempo banco di prova per il Centro operativo

Alà dei Sardi
Pubblicato da in Cronaca ·
Tags: neveprotezionecivilecomune
A venti giorni dall'eccezionale nevicata che ha colpito l’isola, ad Alà dei Sardi è ancora in corso la conta dei danni mentre numerose aziende agricole stentano a riprendere la normale attività. Alcuni capannoni sono andati completamente distrutti, tanti sono i pastori che hanno perso il loro bestiame e centinaia di ettari di sugherete sono stati compromessi. Da qui la richiesta, giunta subito, dello stato di calamità naturale inoltrato dall’amministrazione comunale che ora attende che i risarcimenti arrivino in tempi brevi.
I danni sarebbero potuti essere più gravi se non si fosse subito attivata la macchina dei soccorsi, con in prima fila volontari della Protezione Civile di Alà dei Sardi «che sono stati attivi senza sosta sul territorio del nostro Comune - dice il sindaco Francesco Ledda - garantendo una presenza costante e adoperandosi con prontezza ed energia nel tenere sotto controllo la situazione, alleviando il più possibile i disagi alla comunità». A questi va il grazie dell'amministrazione, esteso «ai dirigenti e ai dipendenti di Forestas, poiché e con il supporto dei loro mezzi che siamo riusciti a alleviare il disagio, ai barracelli, ai carabinieri e a tutte le persone che si sono prestate anche con mezzi privati per ripristinare i luoghi colpiti». L’emergenza è stata anche il banco di prova per il Coc (Centro Operativo Comunale), che in collaborazione con la Protezione Civile Regionale ha assicurato il corretto svolgimento delle operazioni. «E' stata importante - ha concluso il sindaco - la collaborazione di tutte le forze in campo, che con la loro disponibilità e impegno hanno dimostrato ancora una volta di avere a cuore il territorio». (b.m.)



Alà, crisi nella giunta il consigliere Mette lascia l’aula consiliare

Alà dei Sardi
Pubblicato da in Politica ·
Tags: robertomettecomunedimissioni
Una riga secca e chiara: dimissioni da consigliere comunale di maggioranza, senza motivazioni. Così, il 14 marzo scorso, Roberto Mette ha dato il suo addio all'assise cittadina di Alà dei Sardi. Il sindaco, Mario Carta, ha subito provveduto a sostituirlo con il consigliere Paolo Corrò (Lista “Insieme per scrivere una nuova pagina”). Il consigliere dimissionario non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione in merito.
E, in assenza di dichiarazioni sue ufficiali, molti pensano che il suo "addio" all'amministrazione Carta sia legato agli ultimi fatti di cronaca che hanno interessato il Comune alaese: tutto il consiglio comunale è stato indagato per aver votato una delibera che trasferisce gli usi civici dall’area di Su Crabioni, per la realizzazione di impianto fotovoltaico con struttura per il ricovero animali, ad altra zona.
Un casus belli, dunque, che sarebbe servito per far arrivare Mette a dare le dimissioni. Quattro anni fa, inoltre, lo stesso consigliere rimise al sindaco le deleghe assessoriali a soli otto mesi dalle elezioni.
La notizia delle dimissioni di Mette l'ha data il primo cittadino, con una nota, dove comunica anche la surroga di Paolo Corrò. «La regola della surroga - ha dichiarato il sindaco Mario Carta - presuppone il principio di costante e doverosa completezza dell’organo rappresentativo, in forza del quale il numero dei consiglieri deve mantenersi costante indipendentemente dalle vicende che, eventualmente, dovessero interessare i singoli consiglieri. La ratio della norma è quella di garantire la completezza dell’organo assembleare per tutta la durata del mandato democratico, rimediando ai vuoti che si vengono a creare nella compagine consiliare per effetto di vicende di qualsiasi tipo, anche sopravvenute e temporanee. Secondo l'insegnamento del Consiglio di Stato, la competenza è assegnata al Consiglio stesso in ossequio al diritto-dovere di qualsiasi organo rappresentativo di giudicare da sé le proprie condizioni di validità sotto l’aspetto dello jus in officio dei rispettivi componenti» conclude il sindaco.
Il consigliere di maggioranza Roberto Mette era stato proclamato eletto alla carica di consigliere comunale con la deliberazione numero 22 del 27 maggio 2011, a seguito delle elezioni amministrative che si erano svolte nei giorni 15-16 maggio 2011. Com'è noto, le dimissioni presentate personalmente sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci. Pertanto, il Consiglio comunale, nella seduta del 18 marzo scorso, ha proceduto alla surroga del consigliere dimissionario.



Il fotovoltaico a Su Crabione, la minoranza si è dimessa

Alà dei Sardi
Pubblicato da in Politica ·
Tags: fotovoltaicocomune
Tre consiglieri di minoranza di Alà dei Sardi si sono dimessi dall’incarico. I tre, Francesco Ledda, Salvatore Piras e Gianni Nieddu (mentre Giampiero Brundu si era già dimesso), lo hanno reso noto in un comunicatoche fa riferimento al caso del Fotovoltaico a Su Crabione. «La minoranza consiliare di Alà dei Sardi apprende con soddisfazione la conferma da parte del sindaco e della maggioranza della nostra buona fede in merito alla votazione sullo sgravio degli usi civici, oggetto di indagine della Procura di Sassari. In effetti è vero che la minoranza non ha avuto accesso agli atti relativi alla pratica di sgravio degli usi civici prima del consiglio del 29/11/2012, ma solo perché la convocazione del Consiglio comunale straordinario con l’odg sul l’esame della “situazione usi civici”, ci è stata notificata soltanto un giorno prima, in data 28/11/2012. E’ quindi evidente che non c’era il tempo materiale per visionare gli atti relativi a tale questione e questo lo dimostreremo nelle sedi preposte e senza ulteriori polemiche. Auspichiamo che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Noi abbiamo deciso di dimetterci immediatamente dalla carica di consiglieri comunali, per evitare qualsiasi strumentalizzazione e per il profondo rispetto che nutriamo verso i compaesani di Alà, che i sapranno certamente giudicare l’operato di tutti.



L'ichiesta sul fotovoltaico. La minoranza: «Noi in buona fede»

Alà dei Sardi
Pubblicato da in Politica ·
Tags: fotovoltaicocomune
La vicenda del fotovoltaico ad Alà aveva messo d’accordo maggioranza e opposizione. Tutti uniti per un’opera che avrebbe fatto del bene, come detto dal sindaco Mario Carta, alla comunità. Ma le cose sono andate male, perché l’opera è stata bloccata, l’amministratore unico della ditta appaltatrice è finito sotto processo ed è stato condannato in primo grado. Ma un secondo procedimento è partito e coinvolge l’intero consiglio comunale per reati di falso. Proprio i consiglieri di minoranza (Salvatore Piras, Francesco Ledda, Giampiero Brundu e Giovanni Nieddu, difesi dai legali Fabrizio Deiana e Marco Piras), intervengono per sottolineare che intendono «precisare che nella votazione del consiglio comunale del 29 novembre 2012, è stato da noi espresso un parere politicamente favorevole in assoluta buona fede, sulla base di informazioni successivamente rivelatesi errate, ricevute durante la seduta consiliare straordinaria». «Nonostante le nostre richieste – proseguono i quattro – non ci è stata mostrata la documentazione relativa alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico da noi richiesta e mai presentata in consiglio dalla maggioranza. Nel corso della seduta è stata fornita ampia rassicurazione sulla regolarità dell’opera da realizzare. Nessuno di noi era a conoscenza, al momento del voto, che l’area su cui doveva sorgere l’impianto era sotto sequestro nè che i lavori di realizzazione erano iniziati ben prima della seduta stessa».



Alà, Comune nei guai: indagato tutto il Consiglio

Alà dei Sardi
Pubblicato da in Politica ·
Tags: fotovoltaicomariocartacomune
La realizzazione di un impianto fotovoltaico, poi naufragata, mette nei guai un intero consiglio comunale. Capita ad Alà dei Sardi, centro del Goceano, conosciuto per un’area archeologica di grandissimo pregio e per essere stato sede di uno dei cross internazionali più importanti a partire dagli anni ’70 e sino a pochi anni fa. Ora dunque sale alla ribalta per una storia complessa che ha portato a essere indagati il sindaco Mario Carta e tutti i 12 componenti del consiglio comunale (Eugenio Tucconi, Gianfranca Ghisu, Antonio Scanu, Roberto Mette, Martino Ghisu, Salvatore Seddaiu, Andrea Piero Bo, Pino Doneddu, Francesco Ledda, Salvatore Piras, Giampiero Brundu e Giovanni Nieddu). Nei giorni scorsi il pubblico ministero della procura di Sassari, Giovanni Porcheddu, ha infatti inviato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per 16 persone. Insieme ai 12 consiglieri e al sindaco, anche il dirigente dell’ufficio tecnico del comune alaese (Francesco Mette), l’amministratore della società Di Pauli & C. che aveva vinto l’appalto (Giancarlo Destro) e il direttore dei lavori (Francesco Saverio Mameli). Fra i reati contestati falso ideologico, falso materiale commesso da pubblico ufficiale, mentre per i responsabili della società che doveva procedere ai lavori viene contestato il reato di falso in atto pubblico e in autocertificazione. Al centro dell’indagine c’è la decisione del consiglio comunale, datata 29 novembre 2012, in cui all’unanimità sindaco, gli 8 consiglieri di maggioranza e i 4 di minoranza, votano una delibera che trasferisce gli usi civici dall’area di Su Crabioni, per la realizzazione di impianto fotovoltaico con struttura per il ricovero animali, ad altra zona. Secondo quanto scrive il pm «attestavano falsamente che contrariamente al vero il terreno di circa 2 ettari era inidoneo agli usi civici».
La storia dell’impianto fotovoltaico ha già vissuto un capitolo nelle aule giudiziarie. Perché la ditta appaltatrice (la Di Pauli) ha dovuto bloccarsi e il suo amministratore unico, Giancarlo Destro, è finito sotto processo perché avrebbe omesso di chiedere le autorizzazioni necessarie, iniziando opere edili e di movimento terra. Giancarlo Destro è stato condannato in primo grado alla pena di 6 mesi e di 6mila euro di ammenda. In questo procedimento alla fine del 2014 lo stesso comune di Alà si era costituito parte civile e i legali del comune stavano anche pensando alla richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’appaltatore. «Aspetto il corso della giustizia – dice il sindaco Mario Carta, che è anche segretario della ex Provincia Olbia-Tempio – ma sono molto fiducioso. Noi abbiamo semplicemente operato per il bene della comunità: un impianto fotovoltaico con corsie per alimentazione e sosta animale. Si parla 2 ettari di un terreno peraltro degradato distolti agli usi civici. E comunque per gli usi civici in paese sono gravati la quasi totalità dei 6500 ettari comunali». (en.g.)



Lotta alle povertà, il comune di Alà presenta il suo piano

Alà dei Sardi
Pubblicato da in Cronaca ·
Tags: povertàservizisocialicomune
Continua e si rafforza l’attività del Comune di Alà dei Sardi in merito alla realizzazione degli interventi di contrasto alle povertà transitorie e persistenti attraverso cinque azioni individuate dalla Regione Sardegna. Il sindaco Mario Carta, che è anche responsabile del servizio, tiene a rimarcare che «a fronte di un modesto contributo concesso annualmente dalla Regione, pari a circa 30 mila euro, il Comune, consapevole della grave crisi economica e sociale che colpisce il paese, e in modo particolare le fasce più deboli, ha nel corso degli anni integrato le risorse con fondi del proprio bilancio per circa 40 mila annui, facendo sì che gli interventi avessero e abbiano continuità e quindi senza interruzione».
Qualche giorno fa, dunque, una delibera comunale ha recepito e fatto proprio il “Programma regionale per il sostegno economico a famiglie e persone in situazioni di povertà e disagio”. Con apposito bando, in corso di pubblicazione, sono state attivate le procedure per permette ai bisognosi di usufruire degli interventi di contrasto alle povertà. Il programma, e quindi il bando, per il sostegno economico a famiglie e persone in situazioni di disagio, e più in generale per il contrasto delle povertà, prevede interventi di sostegno al reddito e percorsi personalizzati di aiuto finalizzati ad accrescere la possibilità delle persone che vivono condizioni di povertà di partecipare con dignità alla vita sociale. Il programma, dunque, vuole promuove diversi interventi di sostegno economico nell’ambito di progetti personalizzati di aiuto, di percorsi di cura e di responsabilizzazione della persona e della famiglia.
Sono previste cinque linee di intervento: sostegno economico e progetti personalizzati di aiuto (linea 1); contributi economici per l’abbattimento dei costi di servizi essenziali (linea 2); impegno in servizi di pubblica utilità (linea 3); sostegno economico alle famiglie numerose (linea 4); e programma “Né di freddo né di fame” (linea 5). Tra i tanti interventi si parla di: sostegno economico a favore delle persone e delle famiglie che vivono per lungo tempo gravi condizioni di deprivazione economica (il sostegno economico non ha carattere continuativo, mentre la presa in carico della persona e l’erogazione di altre
tipologie di intervento sociale è normalmente di lunga durata); sostegno economico transitorio per le persone che vivono periodi brevi di povertà e a favore di soggetti interessati da procedimenti espropriativi della prima casa; abbattimento dei costi dei servizi essenziali per le famiglie.



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