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Politica - Alà dei Sardi - Blog - Alà dei Sardi

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Cantieri fantasma sulla Abbasanta-Olbia

Alà dei Sardi
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Tags: stradeabbasantaolbia
Sono passati quattro mesi dall’annuncio dell’inizio dei lavori per il collegamento della strada Abbasanta-Buddusò-Olbia, e precisamente del tratto Alà dei Sardi-bivio Padru, ma ancora nessun cantiere è stato avviato. A ricordarlo martedì mattina in consiglio regionale è stato Daniele Cocco, capogruppo di Sel, con un’interrogazione al presidente Pigliaru e all’assessore ai Lavori pubblici Paolo Maninchedda. Cocco chiede che «vengano messe in atto tutte le azioni necessarie al fine di garantire un celere inizio dei lavori e il rispetto della tempistica prevista per la realizzazione dell’opera». La notizia della consegna dei lavori del tratto di strada che collega Monte Acuto, Goceano e Marghine a Olbia, aeroporto e costa era stata data proprio da Maninchedda lo scorso luglio ad Alà dei Sardi. A quell’incontro presenziarono l’amministratore straordinario della Provincia di Sassari e dell’area omogenea di Olbia-Tempio, Guido Sechi, numerosi consiglieri regionali e i sindaci del territorio. «Il ritardo nell’inizio dei lavori – spiega Cocco – non fa che aumentare le situazioni di disagio e di pericolo che i pendolari di Monte Acuto, Marghine e Goceano devono quotidianamente affrontare per raggiungere Olbia e i maggiori centri della Gallura». Le preoccupazioni di Cocco affondano le radici in quella situazione di isolamento che sempre più colpisce i piccoli paesi, già fortemente penalizzati per la posizione geografica. La strada che collega zone interne a importanti centri non sembra poter vedere una fine. L’iter burocratico era stato lunghissimo, come spiega Cocco: «L’approvazione del progetto, la fase di appalto e la consegna dei lavori hanno subìto molteplici rallentamenti di carattere amministrativo, progettuale e autorizzativo per poi, finalmente, arrivare alla fase di validazione del progetto». E conclude: «Servono risposte ancora più celeri».

Elena Corveddu



Alà dei Sardi, l’esordio del nuovo Consiglio

Alà dei Sardi
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Tags: consigliocomunalealà
La giunta di Francesco Ledda è pronta. Lunedì verrà ufficializzata durante la prima seduta del nuovo consiglio comunale, quando giurerà anche il sindaco neo eletto. Intanto, Ledda ha già fatto le sue scelte per quanto riguarda la squadra di governo del paese. Nella giunta, i quattro assessori saranno due tra i consiglieri eletti e due tra i candidati che non ce l’hanno fatta ad entrare in consiglio. Gian Piero Brundu, il più votato della lista civica “Alà noa” (con 75 preferenze accordategli) sarà vicesindaco e assessore al bilancio e alle attività produttive. Giorgio Scanu avrà l’assessorato all’Ambiente, Verde pubblico, Territorio, Turismo e Agricoltura. Gli esterni saranno Antonello Bo, Urbanistica e Lavori pubblici) e Ilaria Mureddu, Politiche sociali e Istruzione). «L’unico dei candidati nella mia lista che resta fuori – spiega il sindaco – è Alessio Pitta, ma sarà integrato come consigliere, dimettendosi da consigliere un assessore eletto, così ricostituiamo l’intera lista che ha vinto le elezione. Ognuno dei consiglieri avrà una delega per lavorare in sintonia con tutti noi ed in gruppo, quel gruppo che è nato per presentarsi a queste elezioni comunali e che ha avuto il consenso del paese. Lavoreremo tutti assieme per il bene del nostro comune». Ad Alberto Contu va quella allo Sport, ad Alessio Pitta quella alla Cultura, ad Alberto Nieddu quella allo Spettacolo, a Letizia Addis le Politiche giovanili, ad Angelo Deiana Territorio e Protezione civile, a Giuseppe Mette l’Agricoltura e a Manuela Nieddu il Turismo. «Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti gli alaesi, quelli che ci hanno sostenuto e quelli che hanno sostenuto la lista concorrente». Il consiglio comunale risulta così composto: maggioranza, Francesco Ledda, Gian Piero Brundu, Anna Letizia Addis, Alberto Nieddu, Angelo Deiana, Giorgio Scanu, Alberto Contu, Giuseppe Mette, Manuela Nieddu. Sederanno, invece, tra gli scranni della minoranza, Mario Carta, Eugenio Tucconi, Paolo Corrò, Pino Doneddu.



Alà dei Sardi, i due candidati a confronto

Alà dei Sardi
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Tags: elezionicomunalialàdeisardi
Alà dei Sardi va al voto: dovrà scegliere il nuovo sindaco e rinnovare il proprio consiglio comunale. Lo farà tra due settimane: il 5 giugno. A correre per la poltrona (e per la fascia) di primo cittadino sono due uomini: Francesco Ledda e Mario Carta (sindaco uscente). Dunque, in campo due liste per un totale di 23 candidati alla carica di consigliere comunale. Ad Alà dei Sardi sono chiamati a votare circa 1600 elettori.
La lista numero uno è quella che vede come aspirante sindaco il geometra Francesco Ledda e che racchiude i suoi sostenitori sotto il nome di “Alà noa – ascoltare, partecipare, progredire”. «Mi candido con grande onore alla carica di sindaco del paese – spiega il candidato Francesco Ledda -. Ad Alà dei Sardi ci sono tante cose da fare. I miei progetti sono ben sintetizzati nel programma della lista che mi onoro di rappresentare. Mi preme sottolineare l’aspetto sociale di Alà dei Sardi: troppe famiglie sono in difficoltà economica, quindi bisogna spendere nel paese e nelle famiglie i soldi derivanti dal nostro parco eolico abbattendo le tasse comunali. Troppe imprese locali non esistono più, bisogna affidare direttamente a loro i lavori con cottimo fiduciario in maniera equa. Abbiamo nella nostra lista alcuni giovani, questi devono portare all’interno dell’amministrazione le loro problematiche. Abbiamo strutture sportive fatiscenti, credo sia arrivato il momento di dare a tutti i servizi che merita Alà dei Sardi e non andare altrove per usufruire del servizio».
La lista numero due porta il sigillo dell’attuale primo cittadino Mario Carta e si chiama “Insieme per scrivere una seconda pagina” e, dunque, proseguire il lavoro svolto e impostato. «La lista Insieme per scrivere un'altra pagina – racconta Mario Carta - si presenta come diretta emanazione della lista Insieme per scrivere una nuova pagina che si è presentata ed ha vinto le elezioni amministrative dell'anno 2011 e ciò per almeno due ordini di motivi: il primo è costituito dal fatto che otto consiglieri si ripresentano all'attuale competizione; il secondo, dal fatto che occorre portare a compimento numerose iniziative (lavori, servizi e tanto altro) che non è stato possibile realizzare nel passato mandato, per vari ragioni, non ultima quella dell'obbligo del rispetto del Patto di Stabilità. Si ricorda che nel precedente mandato, oltre ad aver assicurato tutti i servizi demandati al Comune (istruzione, sport, turismo, scuola materna, mensa scolastica, servizi sociali), sono stati realizzati interventi ed opere pubbliche per 5.273.631 euro».
Il 5 giugno, dunque, anche Alà dei Sardi eleggerà il suo sindaco: verrà confermato l'uscente Mario Carta o si sceglierà Francesco Ledda. La parola alle urne e ai circa 1600 elettori alaesi.

I candidati a consigliere sono 23
Ad Alà dei Sardi, tra veterani della politica e giovani, scendono in campo 23 candidati dalla carica di consigliere comunale. 11 nella lista di Francesco Ledda e 12 in quella di Mario Carta. Lista numero uno “Alà noa – Ascoltare partecipare, progredire”, candidato a sindaco: Francesco Ledda. Candidati alla carica di consigliere comunale: Anna Letizia Addis, Antonio Bo, Gian Piero Brundu, Alberto Contu, Angelo Deiana, Giuseppe Mette. Ilaria Mureddu, Alberto Nieddu, Manuela Nieddu, Alessio Pitta, Giorgio Scanu. Lista numero due “Insieme - per scrivere una seconda pagina”, candidato a sindaco Mario Carta. Candidati alla carica di consigliere comunale: Andrea Piero Bo, Elisa Contu, Paolo Corrò, Agostino (noto Tino) Curtu, Pino Doneddu, Anna Rita Ghisu, Gian Franca Ghisu, Martino (noto Nino) Ghisu, Salvatore Ledda, Salvatore Seddaiu, Silvia Giovanna Alessandra Trogu, Eugenio Tucconi. (s.d.)

Un paese giovane con tanti stranieri: ci sono 2 olandesi
Un paese lo si conosce da una scheda che può uscire dai dati statistici che lo riguardano. Ecco qualche curiosità, per esempio, di Alà dei Sardi. Il paese, allo scorso anno, contava 1910 abitanti, riuniti in 876 nuclei familiari residenti nel centro del Monte Acuto che vivono in circa 980 abitazioni tra il centro urbano e l'agro. L'età media degli abitanti di Alà dei Sardi è abbastanza giovane. Si attesta, infatti, attorno ai 43 anni e 4 mesi (il dato è stato stimato, sempre lo scorso anno, nel 2015). Il tasso di natalità è di 8.9. Il reddito medio stimato, invece, è di 5.571 euro pro capite. Alà dei Sardi ospita 72 cittadini stranieri che rappresentano il 3.8 per cento dei residenti totali. Tra gli stranieri maggiormente presenti nel comune di Alà dei Sardi ci sono: romeni (62), albanesi (4), britannici (2) e olandesi (2). Ci sono, però, anche, svizzeri e cubani. (s.d.)



Alà, crisi nella giunta il consigliere Mette lascia l’aula consiliare

Alà dei Sardi
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Tags: robertomettecomunedimissioni
Una riga secca e chiara: dimissioni da consigliere comunale di maggioranza, senza motivazioni. Così, il 14 marzo scorso, Roberto Mette ha dato il suo addio all'assise cittadina di Alà dei Sardi. Il sindaco, Mario Carta, ha subito provveduto a sostituirlo con il consigliere Paolo Corrò (Lista “Insieme per scrivere una nuova pagina”). Il consigliere dimissionario non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione in merito.
E, in assenza di dichiarazioni sue ufficiali, molti pensano che il suo "addio" all'amministrazione Carta sia legato agli ultimi fatti di cronaca che hanno interessato il Comune alaese: tutto il consiglio comunale è stato indagato per aver votato una delibera che trasferisce gli usi civici dall’area di Su Crabioni, per la realizzazione di impianto fotovoltaico con struttura per il ricovero animali, ad altra zona.
Un casus belli, dunque, che sarebbe servito per far arrivare Mette a dare le dimissioni. Quattro anni fa, inoltre, lo stesso consigliere rimise al sindaco le deleghe assessoriali a soli otto mesi dalle elezioni.
La notizia delle dimissioni di Mette l'ha data il primo cittadino, con una nota, dove comunica anche la surroga di Paolo Corrò. «La regola della surroga - ha dichiarato il sindaco Mario Carta - presuppone il principio di costante e doverosa completezza dell’organo rappresentativo, in forza del quale il numero dei consiglieri deve mantenersi costante indipendentemente dalle vicende che, eventualmente, dovessero interessare i singoli consiglieri. La ratio della norma è quella di garantire la completezza dell’organo assembleare per tutta la durata del mandato democratico, rimediando ai vuoti che si vengono a creare nella compagine consiliare per effetto di vicende di qualsiasi tipo, anche sopravvenute e temporanee. Secondo l'insegnamento del Consiglio di Stato, la competenza è assegnata al Consiglio stesso in ossequio al diritto-dovere di qualsiasi organo rappresentativo di giudicare da sé le proprie condizioni di validità sotto l’aspetto dello jus in officio dei rispettivi componenti» conclude il sindaco.
Il consigliere di maggioranza Roberto Mette era stato proclamato eletto alla carica di consigliere comunale con la deliberazione numero 22 del 27 maggio 2011, a seguito delle elezioni amministrative che si erano svolte nei giorni 15-16 maggio 2011. Com'è noto, le dimissioni presentate personalmente sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci. Pertanto, il Consiglio comunale, nella seduta del 18 marzo scorso, ha proceduto alla surroga del consigliere dimissionario.



Il fotovoltaico a Su Crabione, la minoranza si è dimessa

Alà dei Sardi
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Tags: fotovoltaicocomune
Tre consiglieri di minoranza di Alà dei Sardi si sono dimessi dall’incarico. I tre, Francesco Ledda, Salvatore Piras e Gianni Nieddu (mentre Giampiero Brundu si era già dimesso), lo hanno reso noto in un comunicatoche fa riferimento al caso del Fotovoltaico a Su Crabione. «La minoranza consiliare di Alà dei Sardi apprende con soddisfazione la conferma da parte del sindaco e della maggioranza della nostra buona fede in merito alla votazione sullo sgravio degli usi civici, oggetto di indagine della Procura di Sassari. In effetti è vero che la minoranza non ha avuto accesso agli atti relativi alla pratica di sgravio degli usi civici prima del consiglio del 29/11/2012, ma solo perché la convocazione del Consiglio comunale straordinario con l’odg sul l’esame della “situazione usi civici”, ci è stata notificata soltanto un giorno prima, in data 28/11/2012. E’ quindi evidente che non c’era il tempo materiale per visionare gli atti relativi a tale questione e questo lo dimostreremo nelle sedi preposte e senza ulteriori polemiche. Auspichiamo che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Noi abbiamo deciso di dimetterci immediatamente dalla carica di consiglieri comunali, per evitare qualsiasi strumentalizzazione e per il profondo rispetto che nutriamo verso i compaesani di Alà, che i sapranno certamente giudicare l’operato di tutti.



L'ichiesta sul fotovoltaico. La minoranza: «Noi in buona fede»

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Tags: fotovoltaicocomune
La vicenda del fotovoltaico ad Alà aveva messo d’accordo maggioranza e opposizione. Tutti uniti per un’opera che avrebbe fatto del bene, come detto dal sindaco Mario Carta, alla comunità. Ma le cose sono andate male, perché l’opera è stata bloccata, l’amministratore unico della ditta appaltatrice è finito sotto processo ed è stato condannato in primo grado. Ma un secondo procedimento è partito e coinvolge l’intero consiglio comunale per reati di falso. Proprio i consiglieri di minoranza (Salvatore Piras, Francesco Ledda, Giampiero Brundu e Giovanni Nieddu, difesi dai legali Fabrizio Deiana e Marco Piras), intervengono per sottolineare che intendono «precisare che nella votazione del consiglio comunale del 29 novembre 2012, è stato da noi espresso un parere politicamente favorevole in assoluta buona fede, sulla base di informazioni successivamente rivelatesi errate, ricevute durante la seduta consiliare straordinaria». «Nonostante le nostre richieste – proseguono i quattro – non ci è stata mostrata la documentazione relativa alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico da noi richiesta e mai presentata in consiglio dalla maggioranza. Nel corso della seduta è stata fornita ampia rassicurazione sulla regolarità dell’opera da realizzare. Nessuno di noi era a conoscenza, al momento del voto, che l’area su cui doveva sorgere l’impianto era sotto sequestro nè che i lavori di realizzazione erano iniziati ben prima della seduta stessa».



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